Perché escludere le donne dall’altare è contrario al Magistero: una risposta alle derive maschiliste
Tra i molti limiti del blog *Osservatorio sul Cammino Neocatecumenale secondo verità*, uno dei più gravi è la posizione che assume sul ruolo delle donne nella liturgia. Non è un caso isolato: la stessa impostazione si ritrova in diversi ambienti tradizionalisti che contestano la presenza femminile nel servizio di ministrante. È necessario stigmatizzare con chiarezza questa impostazione, perché riproduce dinamiche culturali che escludono le donne da un servizio che la Chiesa cattolica riconosce come pienamente legittimo. Il servizio di ministrante **non è un ministero ordinato**, né un passo verso il sacerdozio. È un servizio funzionale, non sacramentale. Per questo **non esiste alcun motivo teologico per escludere le donne**. Il Codice di Diritto Canonico, al can. 230 §2, stabilisce che *laici e laiche* possono svolgere vari servizi liturgici, incluso il servizio all’altare, quando è utile alla comunitità. Già nel 1994 la Congregazione per il Culto Divino ha chiarito che le conferenz...