Il gregoriano non è un’arma: basta con i talebani della liturgia
C’è un problema serio: alcuni cattolici hanno trasformato il canto gregoriano in un’arma di superiorità spirituale . Non lo amano, non lo studiano, non lo vivono. Lo usano. Lo brandiscono come un manganello per colpire tutto ciò che non rientra nella loro estetica personale. È la stessa mentalità che si vede nel blog Osservatorio sul Cammino Neocatecumenale secondo verità , che da anni non critica: disprezza. Non analizza: sfotte. Non valuta: demonizza. E negli ambienti tradizionalisti ossessionati dal gregoriano, dove la liturgia è ridotta a un museo medievale e la fede a una gara di purezza sonora. Il discorso di Papa Leone XIV ha demolito questa impostazione. La musica sacra non è un trofeo da esibire, non è un feticcio estetico, non è un campo di battaglia per chi vuole sentirsi più “puro” degli altri. La musica sacra serve a pregare, a unire, a far partecipare. Chi usa il gregoriano per giudicare i canti delle parrocchie, delle comunità o del Cammino Neocatecumenale sta già trade...