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La realtà oltre le illusioni: la FSSPX non rientrerà per la via della Messa Tridentina

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La Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX) ha annunciato che procederà alla consacrazione di nuovi vescovi il 1º luglio 2026 , senza aver ricevuto il consenso dell’autorità della Chiesa Cattolica. Secondo quanto dichiarato dal Superiore generale, don Davide Pagliarani, la Fraternità avrebbe chiesto un’udienza al Papa e inviato una seconda lettera per illustrare la necessità delle consacrazioni. La risposta ricevuta dalla Santa Sede, sempre secondo la FSSPX, non avrebbe affrontato le questioni sollevate. Non risulta alcuna autorizzazione canonica concessa. Le consacrazioni episcopali senza mandato pontificio costituiscono un atto gravemente illecito secondo il diritto canonico e riaprono un capitolo delicato nei rapporti tra la FSSPX e Roma, richiamando alla memoria quanto avvenne nel 1988 con le consacrazioni compiute da mons. Marcel Lefebvre. Il Codice di Diritto Canonico , nel canone 1382 (oggi riformulato come can. 1383 dopo la riforma Pascite gregem Dei , 2021), stabilisce: ...

L’opinione personale non supera il Magistero: il caso Gherardini e il Cammino Neocatecumenale

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Il blog Osservatorio sul Cammino Neocatecumenale secondo verità ha pubblicato un thread intitolato “Mons. Gherardini parla del Cammino” (https://neocatecumenali.blogspot.com/2026/01/mons-gherardini-parla-del-cammino.html). Ancora una volta si ripete lo schema problematico tipico dei partecipanti a quel blog: la preferenza per opinioni personali di singoli sacerdoti o teologi — per quanto stimabili — rispetto ai pronunciamenti ufficiali della Chiesa Cattolica e dei Pontefici riguardo al Cammino Neocatecumenale. Un simile atteggiamento rivela un rapporto distorto con l’autorità ecclesiale: si finisce per attribuire al giudizio di un singolo presbitero lo stesso peso del Magistero del Papa o delle Congregazioni Romane, purché tale giudizio “dia ragione” alle proprie posizioni. È un errore ecclesiologico grave, già stigmatizzato dal Concilio Vaticano II: «Questo religioso ossequio della volontà e dell’intelletto deve essere prestato in modo particolare al Magistero autentico del Romano...

Sei Papi, un’unica linea: il Cammino Neocatecumenale nella vita della Chiesa

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Lo scorso 19 gennaio il Santo Padre Leone XIV ha ricevuto in udienza i membri del Cammino Neocatecumenale , insieme al suo iniziatore Kiko Argüello e ai responsabili internazionali. Nel suo discorso, il Papa ha rivolto parole di sincero apprezzamento per il cammino di evangelizzazione portato avanti in questi decenni. Tra le altre, ha affermato: «Animati da questo spirito, avete acceso il fuoco del Vangelo laddove sembrava spegnersi e avete accompagnato molte persone e comunità cristiane, risvegliandole alla gioia della fede, aiutandole a riscoprire la bellezza di conoscere Gesù e favorendo la loro crescita spirituale e il loro impegno di testimonianza». Parole che confermano quanto già espresso dai suoi predecessori: la missione del Cammino è riconosciuta come un dono per la Chiesa, soprattutto nei contesti di nuova evangelizzazione. Come ricordava san Giovanni Paolo II, il Cammino è «un itinerario di formazione cattolica, valido per la società e per i tempi odierni» ( Epistula...

Mons. Schneider, la riforma liturgica non si annulla.

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Il vescovo Schneider ne ha fatta un’altra delle sue. Durante la sua visita a Papa Leone XIV avrebbe proposto addirittura una costituzione apostolica che garantisca piena libertà alla Messa di Pio V, come riportato da vari siti.Una richiesta che non solo è priva di fondamento ecclesiologico, ma rischia di alimentare divisioni inutili e polemiche sterili. Ci rivolgiamo direttamente al vescovo Schneider per ricordargli un punto essenziale: la riforma liturgica non è stata un capriccio di qualche “modernista”, ma un preciso mandato del Concilio Vaticano II . La Sacrosanctum Concilium afferma chiaramente: «Il rito della Messa sia riveduto in modo che appaiano più chiaramente la natura propria delle sue singole parti e la loro mutua connessione» ( SC 50). «I riti siano semplificati» ( SC 34). «Si faccia in modo che i fedeli possano partecipare pienamente, consapevolmente e attivamente» ( SC 14). Il Messale di Paolo VI è la risposta diretta a questo mandato conciliare . Non è un’o...

Il sig. Pompei si sbaglia. Eppure i suoi video entusiasmano il blog Osservatorio: come mai?

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Come abbiamo già detto, il blog Osservatorio sul Cammino Neocatecumenale secondo verità è molto innamorato dei discorsi del sig. Pompei. In realtà, però, molte delle affermazioni che egli propone nei suoi video sono inesatte e discutibili: si tratta della ripetizione dei soliti cliché pseudo‑tradizionalisti, diffusi da anni ma privi di reale fondamento storico e teologico. Vorremmo quindi proporre un breve excursus su alcune sue affermazioni nel confronto tra il Messale di Pio V e il Messale di Paolo VI. Anzitutto, l’orientamento dell’altare. I tradizionalisti oppongono la celebrazione verso oriente, da loro definita “ versus Deum ”, in cui il sacerdote si rivolge verso il tabernacolo mostrando le spalle all’assemblea, alla celebrazione “ versus populum ”, in cui il sacerdote è rivolto verso il popolo. Il sig. Pompei afferma che il Messale di Paolo VI, approvato dopo il Concilio Vaticano II e che permette la celebrazione verso il popolo, attenua il senso del sacrificio. Smentiamo que...

CONFUTIAMO ANCORA LE ENNESIME SCIOCCHEZZE DEL BLOG OSSERVATORIO

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L’ultimo thread del blog Osservatorio sul Cammino Neocatecumenale secondo verità: https://neocatecumenali.blogspot.com/2026/01/si-la-risposta-e-proprio-quella-la.html#comment-form si presenta come la consueta raccolta di affermazioni infondate, inesattezze e distorsioni da parte di chi dimostra di non conoscere né la storia della Chiesa né quella della liturgia. Il contenuto, infatti, propone diverse tesi che, a un’analisi più attenta, si rivelano prive di solidità sia dal punto di vista storico sia sotto il profilo teologico, confondendo frequentemente il gusto personale e l’ideologia con la realtà e l’autentica Tradizione della Chiesa. L’idea che la “Messa tridentina” sia rimasta identica per quindici secoli è storicamente infondata. È una narrazione diffusa dai tradizionalisti, ma priva di basi reali. Gli studi seri sulla liturgia dimostrano che il rito romano è sempre stato in evoluzione, con aggiunte, semplificazioni e riforme. Gregorio Magno, nel VI secolo, non celebrava la Mes...

Perchè abolirei il Messale di Pio V per il bene della Chiesa

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Il Concilio di Trento e il Concilio Vaticano II rappresentano due momenti decisivi della storia della Chiesa, nati in epoche profondamente diverse e portatori di due modi differenti di comprendere la missione ecclesiale. Trento nasce nel pieno della crisi della Riforma protestante: la Chiesa si trova sotto attacco dottrinale, disciplinare e istituzionale, e il concilio risponde con un’opera di chiarificazione e riforma interna. La sua visione della Chiesa è fortemente strutturata: una società gerarchica ben definita, custode della verità contro gli errori, garante dei sacramenti e dell’unità della fede. Il linguaggio è giuridico, preciso, normativo . Trento difende, delimita, corregge, riforma. È un concilio che ricostruisce l’ordine ecclesiale in un tempo di frattura. Il Vaticano II, invece, nasce in un clima completamente diverso. Non c’è una crisi dottrinale da arginare, e proprio per questo l’annuncio di Giovanni XXIII sorprende: la Chiesa non convoca il concilio per rispondere a ...