Il vero scandalo? Non la vescova anglicana, ma l’ignoranza teologica dei suoi critici
La visita a Roma dell’arcivescova anglicana Sarah Mullally ha avuto un effetto prevedibile: ha fatto saltare i nervi ai soliti ambienti che vivono l’ecumenismo come un attentato personale. Appena hanno visto una donna in abito corale accanto al Papa, hanno iniziato a gridare “sacrilegio!” come se fossero guardiani del tempio, quando in realtà non riescono nemmeno a leggere il Magistero che dicono di difendere. Mullally non è venuta a Roma per provocare nessuno: ha compiuto una visita ufficiale, perfettamente in linea con sessant’anni di dialogo ecumenico. Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI, Francesco: tutti hanno incontrato leader anglicani, pregato con loro, lavorato per l’unità. Ma per alcuni questo non conta: se non coincide con la loro bolla ideologica, allora è “scandalo”. Le reazioni più isteriche sono arrivate dai lefebvriani, che hanno definito le immagini “abominevoli e grottesche”. Curioso: chi vive fuori dalla comunione ecclesiale da decenni pretende di dare lezioni...