L’opinione personale non supera il Magistero: il caso Gherardini e il Cammino Neocatecumenale

Il blog Osservatorio sul Cammino Neocatecumenale secondo verità ha pubblicato un thread intitolato “Mons. Gherardini parla del Cammino” (https://neocatecumenali.blogspot.com/2026/01/mons-gherardini-parla-del-cammino.html).

Ancora una volta si ripete lo schema problematico tipico dei partecipanti a quel blog: la preferenza per opinioni personali di singoli sacerdoti o teologi — per quanto stimabili — rispetto ai pronunciamenti ufficiali della Chiesa Cattolica e dei Pontefici riguardo al Cammino Neocatecumenale.

Un simile atteggiamento rivela un rapporto distorto con l’autorità ecclesiale: si finisce per attribuire al giudizio di un singolo presbitero lo stesso peso del Magistero del Papa o delle Congregazioni Romane, purché tale giudizio “dia ragione” alle proprie posizioni. È un errore ecclesiologico grave, già stigmatizzato dal Concilio Vaticano II:
«Questo religioso ossequio della volontà e dell’intelletto deve essere prestato in modo particolare al Magistero autentico del Romano Pontefice» (Lumen Gentium, 25).

Nel thread citato, il blog riporta alcuni passaggi di Mons. Brunero Gherardini relativi al Concilio Vaticano II e, indirettamente, al Cammino Neocatecumenale. Tuttavia, le affermazioni attribuite a Mons. Gherardini sul Cammino risultano oggettivamente errate: non è possibile parlare in quei termini di una realtà ecclesiale approvata, riconosciuta e accompagnata dalla Chiesa Cattolica e da ben sei Pontefici.

Benedetto XVI, ad esempio, affermava:
«Il Cammino Neocatecumenale è un dono dello Spirito Santo per la Chiesa» (Discorso del 17 gennaio 2011).

San Giovanni Paolo II, nella Lettera Ogniqualvolta (1990), dichiarava:
«Riconosco il Cammino Neocatecumenale come un itinerario di formazione cattolica, valido per la società e per i tempi odierni».

Alla luce di tali pronunciamenti, la critica di Mons. Gherardini non riguarda solo il Cammino, ma indirettamente anche il giudizio dei Pontefici che lo hanno sostenuto.

È inoltre contraddittorio che Mons. Gherardini, pur dichiarando di voler difendere la dottrina e la Tradizione, finisca per contrapporre la Tradizione al Magistero. La teologia cattolica insegna invece che:
«La sacra Tradizione, la Sacra Scrittura e il Magistero della Chiesa […] sono talmente connessi e congiunti che nessuno di essi può sussistere senza gli altri» (Dei Verbum, 10).

Attribuire alla Tradizione un valore “superiore” al Magistero è dunque una posizione teologicamente insostenibile.

Anche le sue affermazioni circa presunte “eresie” nel Direttorio Catechetico del Cammino non hanno fondamento. I quattordici volumi del Direttorio sono stati esaminati più volte, corretti dove necessario e approvati definitivamente dalla Santa Sede.
Come ricordava il Pontificio Consiglio per i Laici nel decreto del 26 dicembre 2010:
«Il Direttorio Catechetico del Cammino Neocatecumenale è stato approvato nella sua forma definitiva».

Non sappiamo se Mons. Gherardini fosse a conoscenza di questo dato. In caso contrario, il suo errore sarebbe simile a quello di padre Enrico Zoffoli, che tentò di sostituire il proprio giudizio personale a quello della Chiesa, la quale invece si è espressa in modo chiaro e definitivo.

Alla luce di tutto ciò, è evidente che il libro e le opinioni di Mons. Gherardini non hanno alcun valore magisteriale. Come ogni pubblicazione teologica personale, rappresentano esclusivamente il pensiero dell’autore e non possono essere posti sullo stesso piano dei riconoscimenti ufficiali della Chiesa.

Sorge dunque una domanda legittima per l’autore del blog Osservatorio sul Cammino Neocatecumenale secondo verità:

Per quale motivo dovremmo attribuire tanta importanza all’opinione personale di Mons. Brunero Gherardini, quando pochi giorni fa il Santo Padre Leone XIV ha espresso pubblicamente incoraggiamento, stima e vicinanza al Cammino Neocatecumenale?


Mons. Brunero Gherardini 


Commenti

Osservatorio finito ha detto…
È emblematico che ByTripudio, nel suo commento del 29 gennaio 2026 alle ore 10:28, si dilunghi su Mons. Gherardini come se questo tema fosse la prova definitiva di qualcosa. A ByTripudio non interessa ciò che affermano il Papa o le Congregazioni Romane: gli importa soltanto chiunque critichi il Cammino Neocatecumenale. È un modo di ragionare distorto, contorto e profondamente errato. ByTripudio finisce così per bypassare il Magistero della Chiesa, attribuendo più peso a pareri personali che, nei fatti, non hanno alcuna rilevanza.

Osservatorio finito ha detto…
Il modo di ragionare di ByTripudio è malato, non segue una logica sana ma distorta.
Osservatorio finito ha detto…
by Tripudio29 gennaio 2026 alle ore 10:28

Mons. Brunero Gherardini (1925-2017), canonico della basilica di San Pietro e decano della Pontificia Università Lateranense (vi aveva insegnato ecclesiologia per quasi quarant'anni), rendendosi conto dello sconquasso conciliare pubblicò le sue riflessioni sul Concilio... e (come prevedibile) non venne ascoltato.

MENOMALE CHE NON VENNE ASCOLTATO, SE LO AVESSERO FATTO, LA SITUAZIONE SAREBBE PEGGIORE.

Già gli stessi cardinali Ottaviani e Bacci scrissero un "breve esame critico" della nuova Messa, a cui Paolo VI non si degnò di dare risposta (e ovviamente nessun altro osò rispondere).

E FECE BENE, PERCHE' I CARDINALI BACCI E OTTAVIANI SI SBAGLIAVANO.

Il fatto è che esistono situazioni così eclatanti che qualsiasi risposta è un'ammissione di colpa. Quando i kikolatri fanno i finti tonti, scappano, o evitano in ogni modo di entrare in argomento, è perché sanno di avere torto marcio.

VERAMENTE L'UNICO FINTO TONTO SEMBRA PROPRIO BYTRIPUDIO SONO ANNI CHE GLI CHIEDIAMO DI RISPONDERE ALLE NOSTRE DOMANDE, STIAMO ANCORA ASPETTANDO.

Notiamo come Gherardini, pur non conoscendo il Cammino, sapeva già che i suoi autoproclamati "iniziatori" avevano una vita tutt'altro che "edificante". Il Cammino che si incistava come un cancro in tutta Roma, era lodato solo dai nemici più acerrimi della Chiesa (inclusi certi mitriati e porporati), e dagli adepti dei due spagnoli. Invece i cattolici diffidavano della setta, sapevano che era stata fondata da due imbroglioni arroganti e tutt'altro che «edificanti», e pur non avendo letto nulla di padre Zoffoli ne avevano ricevuto almeno l'eco di ciò che scriveva.

RICOSTRUZIONE DELIRANTE DELLA REALTA' MONS.GHERARDINI ERA UNA SORTA DI "PROFETA" ?SOLO LUI E ZOFFOLI ERANO GIUSTI IL RESTO DA BUTTARE VIA?

E soprattutto, vedevano le carnevalate al Laterano, come racconta Gherardini, e vedevano che qualcuno poneva il Papa di fronte al fatto compiuto, come nello Statuto "ad experimentum" del 2002 e in quello "ufficiale" del 2008.

OVVIAMENTE ATTENDIAMO LE PROVE DI QUESTE AFFERMAZIONI, VEDI CHE IL FINTO TONTO E' BYTRIPUDIO A FARLO.

Una cara amica pure mi raccontò di essersi recata in Laterano e avervi trovato una ridicola carnevalata ("il girotondo, e vi partecipava anche il cardinale!"). Scrisse alle autorità competenti più volte, senza successo. Un giorno un addetto dei sacri corridoi, per tramite di un sacerdote, le fece sapere che le sue lettere venivano cestinate già solo vedendone il nome della mittente. Cioè che gli amiconi del Cammino filtravano deliberatamente tutta la corrispondenza sospettabile di essere sfavorevole alla setta di Kiko e Carmen.

E FACEVANO BENE, GIA' MOLTO CHE NON SIANO STATE USATE COME CARTA IGIENICA.

Come ci fa notare mons. Gherardini, la colpa è ascrivibile per gran parte ai vescovi donabbondieschi, che proteggono gli eretici con un ridicolo "pregano molto, lasciamoli in pace". Come se il Vaticano II avesse spalancato le porte all'eresia: "basta che preghino molto, poi non importa se sono eretici".

CHI SAREBBERO COSTORO?

Dove naturalmente il "pregano molto" è inteso non alla maniera di padre Pio, ma alla maniera della spettacolarizzazio

POVERO PADRE PIO SEMPRE STRUMENTALIZZATO E TIRATO IN BALLO.

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