Mons. Schneider, la riforma liturgica non si annulla.

Il vescovo Schneider ne ha fatta un’altra delle sue. Durante la sua visita a Papa Leone XIV avrebbe proposto addirittura una costituzione apostolica che garantisca piena libertà alla Messa di Pio V, come riportato da vari siti.Una richiesta che non solo è priva di fondamento ecclesiologico, ma rischia di alimentare divisioni inutili e polemiche sterili.

Ci rivolgiamo direttamente al vescovo Schneider per ricordargli un punto essenziale: la riforma liturgica non è stata un capriccio di qualche “modernista”, ma un preciso mandato del Concilio Vaticano II. La Sacrosanctum Concilium afferma chiaramente:

«Il rito della Messa sia riveduto in modo che appaiano più chiaramente la natura propria delle sue singole parti e la loro mutua connessione» (SC 50).
«I riti siano semplificati» (SC 34).
«Si faccia in modo che i fedeli possano partecipare pienamente, consapevolmente e attivamente» (SC 14).

Il Messale di Paolo VI è la risposta diretta a questo mandato conciliare. Non è un’opzione tra le tante, ma la forma rinnovata del rito romano, promulgata da Paolo VI che dichiarò:

«È per obbedire ai decreti del Concilio che Noi abbiamo ritenuto necessario riformare il Messale Romano»
(Paolo VI, Udienza generale, 19 novembre 1969).

Ricordiamo inoltre al vescovo Schneider che il Vaticano II non ha mai previsto due forme parallele dello stesso rito romano. Il nuovo Messale nasce per riformare e sostituire il precedente, non per affiancarlo come alternativa permanente. L’uso del Messale di Pio V è stato tollerato solo come indulto, cioè come eccezione pastorale, non come diritto universale.

La narrazione secondo cui il Concilio avrebbe immaginato una “coesistenza” stabile tra Messale di Pio V e Messale di Paolo VI è semplicemente falsa.Il nuovo Messale nasce per prendere il posto del precedente, come accaduto in ogni riforma liturgica della storia della Chiesa.

Anche il vittimismo di alcuni — compresi alcuni prelati — secondo cui la Messa di Pio V sarebbe “ostacolata” o “proibita” è pura propaganda.La realtà è molto più semplice: la liturgia è stata riformata e aggiornata, come richiesto dal Concilio.Non c’è alcun complotto: c’è un Concilio ecumenico che ha chiesto una riforma, e una Chiesa che l’ha attuata.

La proposta del vescovo Schneider è divisiva, polemica e dannosa per la comunione ecclesiale.
Chiedere una costituzione apostolica per “blindare” il Messale di Pio V significa:

  • andare contro la direzione conciliare;
  • creare tensioni inutili nella Chiesa;
  • alimentare una narrativa di conflitto;
  • trasformare un’eccezione pastorale in un diritto universale.

È una proposta che non costruisce comunione, ma polarizzazione.

La Chiesa ha scelto una strada chiara: riformare e andare avanti.
La riforma liturgica non è un incidente di percorso, ma una scelta ponderata, radicata nella tradizione viva della Chiesa.L’idea di “abbandonare progressivamente” il Messale di Pio V non è una punizione, ma la naturale conseguenza della riforma conciliare.

Una costituzione apostolica per il rito antico sarebbe un controsenso:sarebbe come chiedere di elevare a norma universale ciò che il Concilio ha esplicitamente riformato.Sarebbe come dire che la riforma liturgica non vale più.Sarebbe, in sostanza, un atto che contraddice la logica stessa del Vaticano II.

La richiesta di Schneider non è solo irrealistica: è teologicamente e pastoralmente incoerente.
Il Messale di Paolo VI è la forma ordinaria del rito romano, frutto del Concilio.Il Messale di Pio V appartiene alla storia della Chiesa, ma non può essere rimesso sullo stesso piano del rito riformato.

Chiedere addirittura una costituzione apostolica per insistere su un rito che la Chiesa ha scelto di superare è, semplicemente, una proposta destinata a non essere accolta.




Commenti

Osservatorio finito ha detto…
Nel frattempo, come riportato dai principali mass media
(tra cui: https://www.ilsussidiario.net/news/papa-leone-xiv-ai-neocatecumenali-vostra-missione-non-e-esclusiva-carisma-e-bene-se-fa-conoscere-cristo/2925249/?utm_source=copilot.com), Papa Leone XIV ha ricevuto i responsabili del Cammino Neocatecumenale Nel suo intervento, il Santo Padre ha espresso sincera gratitudine per il bene compiuto dal Cammino in tanti anni di evangelizzazione, formazione cristiana e missione. Allo stesso tempo, con la franchezza che gli è propria, ha rivolto alcune parole di correzione, invitando a evitare rigidità, chiusure e atteggiamenti che possano indebolire la comunione ecclesiale o creare distanze all’interno del popolo di Dio.Il Cammino, fedele alla sua storia e alla sua natura ecclesiale, accoglie con disponibilità i rilievi e le osservazioni costruttive che aiutano a migliorare il proprio servizio alla Chiesa. Ciò che non può accettare, e non deve accettare, sono le calunnie, le distorsioni e le diffamazioni che purtroppo circolano da anni in alcuni blog, come l’“Osservatorio sul Cammino Neocatecumenale secondo verità”, che spesso travisano fatti, intenzioni e parole, alimentando narrazioni ostili prive di fondamento. Non risulta che il Santo Padre abbia espresso condanne dottrinali, accuse di eresia o giudizi di altra natura che possano far pensare a una volontà di chiudere o sopprimere il Cammino. Anche in questo caso, come già accaduto con i Papi precedenti, l’auspicio di alcuni gruppi ostili di vedere il Cammino condannato o smantellato non trova alcun riscontro nella realtà. Basterebbe ricordare che, all’indomani dell’elezione di Papa Francesco, proprio lo stesso blog arrivò a preconizzare che il nuovo Pontefice avrebbe “smontato la Domus” e perfino la “Tenda della Riunione” di Porto San Giorgio. Previsioni fantasiose, mai realizzate, che rivelano più il desiderio di chi le formula che una reale comprensione della vita della Chiesa. Sono queste le scemenze che quel blog diffonde da anni, e che continuano a essere smentite dai fatti, dai Papi e dalla stessa vitalità del Cammino nella Chiesa universale.

Cari "Osservatori", mi dispiace, ma credo che dovrete rassegnarvi: il Cammino Neocatecumenale esiste e continuerà a esistere.
Osservatorio finito ha detto…
Evidentemente Mons.Shneider non ricorda o forse non vuole ricordare che nel 1969, con la promulgazione del nuovo Messale di Paolo VI, la Chiesa non prevedeva affatto l’uso contemporaneo dei due messali come lui desidererebbe. La riforma liturgica post‑conciliare fu concepita come "sostitutiva", non "parallela": il Messale riformato doveva diventare "l’unico" Messale per l’uso ordinario della Chiesa latina. Il Messale di Pio V non fu mai abrogato formalmente, perché Paolo VI non utilizzò formule giuridiche esplicite, ma nella prassi esso venne messo da parte e non era più previsto per la celebrazione normale. La prova è che, quando si volle permettere un uso limitato del rito precedente (come nel 1971 in Inghilterra e Galles), fu necessario ricorrere a un indulto speciale, segno evidente che la coesistenza non rientrava nell’intenzione del legislatore. In tutta la Chiesa, i vescovi applicarono la riforma ritirando i vecchi messali dalle sacrestie e formando il clero al nuovo rito. Nel 1969 la Chiesa non immaginava due forme parallele, ma un unico Messale rinnovato per la vita liturgica ordinaria.
Dunque mettere i due messali sullo stesso piano è un grave errore, dal punto di vista storico, pastorale.
Osservatorio finito ha detto…
Qualche tradizionalista anche sul blog "Osservatorio" per dimostrare le sue tesi tira in ballo padre Pio.Il frate di Pietrelcina non rifiutò né il Vaticano II né la riforma liturgica. Continuò a celebrare con il Messale di Pio V semplicemente perché morì nel 1968, prima che il nuovo Messale fosse promulgato (1969) ed entrasse in vigore (30 novembre 1969). Non poté quindi né accettarlo né rifiutarlo. Anzi, obbedì sempre alla Chiesa, pregò per il Concilio e non espresse mai critiche alla riforma, che non conobbe. Le narrazioni secondo cui avrebbe “resistito” sono leggende moderne senza base storica.
Anonimo ha detto…
Si esatto, si mettano l'animo in pace gli osservatori e anche i gruppi di odiatori su fb, dovranno proprio aspettare un altro Papa.
Fav
Osservatorio finito ha detto…
Nel frattempo ho chiesto la rimozione di due thread illegali del blog Osservatorio, che sono stati eliminati, ma ByTripudio li ha ripubblicati da disonesto e delinquente qual è. Questo è un grave errore, perché mi dà la possibilità di richiedere la rimozione definitiva del blog, e poi non vengano a lamentarsi. Se il blog verrà rimosso, sappiano che la colpa sarà solo loro. Si illudevano di tornare all’impunità dopo che il blog Messainlatino ha vinto la causa con Google, ma non si facciano illusioni: continueremo a segnalare e chiedere la rimozione definitiva dell’illegale blog Osservatorio sul Cammino Neocatecumenale secondo verità.
Osservatorio finito ha detto…
Misteri della mente di ByTripudio titola il thread: “Nulla di nuovo: Leone XIV striglia il Cammino". Poi ByTripudio smentisce se stesso":

Sinceramente mi aspettavo una frustata un po’ più vigorosa, ma noi anime relegate lontano dalla “sala comandi” della barca di Pietro dobbiamo accontentarci di intuire logiche che sembrano scritte in codice cifrato. Strategie che paiono uscite da un manuale di illusionismo, scelte che definire miopi è quasi un complimento. Forse Leone XIV vuole solo prendere le misure prima di iniziare a dare qualche spallata seria — e quindi, per il primo anno, si limiterà a seguire la linea dei predecessori, come il supplente che non vuole toccare nulla sulla cattedra del titolare.

Resta però il piccolo dettaglio che nella Chiesa c’è una crisi liturgica ancora lì, intatta come un reperto archeologico, e una crisi dottrinale che nessuno ha ancora avuto il coraggio di affrontare senza guanti di velluto. Perciò rinfacciare agli adoratori dell’idolo Kiko la solita mentalità arrogante, superba e divisiva — verissima, per carità — è come dare una mano di vernice fresca su un muro che sta crollando: non risolve la radice del problema. E forse non la si vuole toccare proprio perché quel fiume carsico di “Decime” e di denaro ripulito con cura certosina continua a far gola a più di un ecclesiastico. Del resto, non capita tutti i giorni che due spagnoli trovino la formula magica per estrarre soldi a secchiate da sedicenti riscopritori del battesimo. E siccome anche i prelati hanno le rate dell’auto da pagare, la tentazione di chiudere un occhio — o entrambi — è forte. Senza contare che chi non è interessato al bottino sa benissimo che condannare l’eresia neocatecumenale significherebbe aprire un vaso di Pandora che travolgerebbe molti altri ambienti “cattolici” solo di nome. Nel frattempo prendiamo atto che il Papa ha notato che il Cammino, nonostante le strigliate dei predecessori, non è cambiato di una virgola, e che quindi bisogna continuare almeno con le stesse strigliate. Possiamo immaginare che il discorso se lo sia fatto preparare, gli abbia dato un’occhiata rapida prima di leggerlo, e non abbia osato modificare troppo il testo confezionato dagli amiconi di Don Kikolone. Tanto, un discorso del genere dura nel dibattito pubblico quanto un gelato al sole: passata la settimana in cui i diretti interessati fanno finta di discuterne, viene sommerso da mille notizie più urgenti".

Cioè ByTripudio ha molta fantasia, non c'è che dire.
Anonimo ha detto…
È sempre comico vedere come, dopo ogni incontro ufficiale del Cammino, gli odiatori ricamino fantasie sulle parole dei Pontefici. La famigerata pagina Facebook, amministrata dalla famigerata SarasilvySalerno, è in tilt da due giorni perché non sanno che pesci prendere e arrivano a scrivere corbellerie che superano davvero ogni limite, persino Tripudio.
A proposito: riferiscono anche di aver ricevuto risposta alla petizione dei 72 anonimi che avevano scritto al Vaticano; in pratica, hanno ricevuto una pernacchia. Non si stancano mai di coprirsi di ridicolo e, soprattutto, non viene mai loro il dubbio che, in fin dei conti, sono loro contro la Chiesa e i Papi. Come disse una volta FAV: “Sono come quelli che vanno contromano in autostrada e pensano che siano tutti gli altri ad aver sbagliato senso.” Giuseppe
Osservatorio finito ha detto…
@Giuseppe
ByTripudio si contraddice: annuncia pomposamente nel titolo del thread che il Papa avrebbe strigliato il Cammino Neocatecumenale, ma poi ammette di aspettarsi di più. Possibile che quelli del blog Osservatorio non imparino mai dai propri errori? Ripetono le stesse cose da decenni. Com’è possibile essere così ottusi?
Osservatorio finito ha detto…
Caro ByTripudio sappiamo che ci leggi e commenti pure in modo anonimo ma ti diciamo che sarebbe ora che ti ritirassi, se ti facciamo richiudere il blog ti premiamo, ti agevoliamo. Sei di una noia e di un ridicolo incredibili.Dai sei ridicolo con le sciocchezze che scrivi.
Anonimo ha detto…
Tripudio stesso è una contraddizione, si professa Cattolico ma è palesemente avverso a tutto ciò che è la Chiesa Cattolica, forse potrebbe andare con i Palmariani che in quanto a sceneggiate non sono secondi a nessuno! Giuseppe
Osservatorio finito ha detto…
ByTripudio ha una testa così dura che se bussano, rimbalza l’eco.Che ottusità anni e anni di scemenze.
Osservatorio finito ha detto…
@Giuseppe

Verissimo con i Palmariani andrebbe a nozze!Lo vedrei bene anche insieme ai vattienti delle processioni di paese e sotto il giglio a Nola.
Osservatorio finito ha detto…
Non resisto l'occasione è troppo ghiotta i commenti di ByTripudio sono una miniera di stupidaggini non posso esimermi dal commentare:

ByTripudio scrive:

"È stato il Concilio a dare la stura al "personalizzatevi la liturgia", è stato il Concilio a promuovere una sorta di "elasticità dottrinale", è stato il Concilio a stabilire che il vostro parlare non debba più essere l'evangelico «sì, sì, no, no», è stato il Concilio a far degradare l'autorità in collegialità e sinodalità".

ByTripudio è ossessionato dal Vaticano II se lo sogna anche di notte.Se non ci fosse stato il Vaticano II non saprebbe di cosa parlare.
Osservatorio finito ha detto…
ByTripudio scrive:

"E il Concilio lo ha fatto non tanto attraverso i suoi testi (peraltro talmente imbottiti di "tuttavia" e altri circiterismi, che quando chiudono una porta aprono immediatamente dopo tutte le finestre), quanto attraverso i suoi fautori ed interpreti, specialmente fra i vertici della gerarchia, che con estrema disonestà hanno dato per scontato che i cambiamenti inflitti ai cattolici fossero inevitabili e irreversibili, e che fosse riprovevole chiunque tentasse di far sopravvivere qualcosa di "preconciliare".

Non so perchè ma questo linguaggio somiglia molto a quello di Leonardo Pompei ma posso sbagliare.
Osservatorio finito ha detto…
ByTripudio scrive:

"Nella neochiesa conciliare, infatti, è di fatto vietatissimo celebrare ciò che celebrava padre Pio, è di fatto vietatissimo apprezzare quanto c'era di tradizionalmente efficace (come il catechismo di san Pio X, come l'abito religioso, come l'uso del latino...), tranne occasionali dosi "omeopatiche" (come il vescovo tutto bardato alle grandi celebrazioni). Se i fautori del vaticansecondismo fossero stati certissimi che le novità conciliari erano cattoliche e in continuità, non avrebbero avuto alcuna necessità di proibire (non solo ostacolare, non solo denigrare, ma proprio di impedire e proibire) ciò che c'era prima e a rifare tutto nuovo (Messa, calendario liturgico, diritto canonico, ecc.)".

Nella Chiesa post conciliare si celebra la stessa cosa che celebrava padre Pio e se il santo fosse sopravvissuto avrebbe celebrato con il messale di Paolo VI e condannato chi disubbidisce al Papa.
Osservatorio finito ha detto…
ByTripudio scrive:

"Sul serio, prendete ad esempio il documento di Abu Dhabi del 4 febbraio 2019: il Bergoglio ha letteralmente firmato l'affermazione che tutte le religioni sarebbero uguali per salvarsi. Sarebbe mai stata possibile una cosa del genere con un Papa preconciliare? Cose ne avrebbero pensato un padre Pio, un don Bosco, un padre Kolbe?".

ByTripudio è ignorante, in malafede.

Il Documento di Abu Dhabi (2019), firmato da Papa Francesco e dal Grande Imam di al‑Azhar, è un testo sulla fratellanza umana, la pace e la convivenza tra popoli e religioni. Condanna ogni forma di violenza compiuta in nome della religione, difende la dignità di ogni persona, promuove la libertà religiosa, la tutela dei più deboli e un’educazione al dialogo. Il passaggio sulla “diversità delle religioni” riguarda la convivenza civile e la libertà umana, non la dottrina della salvezza. Il documento non afferma che tutte le religioni siano uguali o che salvino allo stesso modo: la dottrina cattolica su Cristo unico Salvatore rimane invariata.

Lo ripetiamo, ByTripudio sei ignorante e in malafede
Osservatorio finito ha detto…
ByTripudio scrive:

"E della benedizione delle "coppie irregolari", cosa ne avrebbero pensato? Padre Pio già tuonava contro le gonne "corte" (al ginocchio) delle ragazze, figuratevi una cosa del genere. E quanto all'abito religioso, padre Pio tuonava contro i frati francescani che non sempre lo indossavano: "se ne tornino a casa", vengano espulsi i religiosi che non manifestano anche esteriormente la loro scelta di vita. E don Bosco, che nel corso della sua vita diede oltre duemila vocazioni sacerdotali alla Chiesa (e nello stesso periodo altre quattromila giunsero a causa sua dagli istituti salesiani da lui fondati), cosa ne direbbe della formazione sacerdotale di oggi? Cosa ne direbbe della carnevalata dei seminari idolatrici neocatecumenali Redemkikos Mater? E padre Kolbe, "il folle dell'Immacolata" che portò negli anni Trenta in Giappone la devozione alla Beatissima Vergine, cosa ne direbbe dello scatafascio portato dalle cosiddette "missioni" neocatecumenali in Giappone?


L’argomento “cosa ne avrebbero pensato i santi del passato” non è valido, perché non possiamo attribuire a persone di altre epoche giudizi su problemi moderni che non hanno mai affrontato. Padre Pio, don Bosco e Kolbe reagivano a situazioni culturali del loro tempo (gonne, abiti religiosi, metodi formativi), non definivano dogmi eterni. La Chiesa propone i santi come modelli di virtù, non come commentatori del futuro. Le benedizioni alle persone in situazioni irregolari riguardano la pastorale, non la dottrina sul matrimonio, che resta invariata. Usare i santi come “armi” contro il presente è improprio: ciò che li caratterizzava davvero era carità, obbedienza e ricerca della salvezza delle anime, non indignazione verso cambiamenti che non hanno mai conosciuto.
Osservatorio finito ha detto…
Ma la perla di saggezza più limpida ByTripudio ce la dona quasi alla fine:

"Vedete, noi cattolici siamo gli unici che hanno a cuore l'ubbidienza alla gerarchia, siamo gli unici che hanno a cuore la Tradizione, siamo gli unici desiderosi di adeguarci a ciò che la Chiesa ha sempre fatto e insegnato... e però ci troviamo di fronte ad una gerarchia che a partire dal Vaticano II (avvenuto dopo una lunga preparazione "dietro le quinte"), ha lasciato entrare «il fumo di satana nel tempio di Dio».

Mi viene veramente da ridere!!ByTripudio si autodefinisce "cattolico" uno che rifiuta il Vaticano II, la riforma liturgica, che attacca i Papi.Dice di essere obbediente alla gerarchia? Quale gerarchia?Mons.Viganò, Leonardo Pompei, Shneider?Non certo al Papa.Ha a cuore la tradizione, ma non il Magistero, la Sacra Scrittura e sappiamo che i tre pilastri della fede cattolica sono Sacra Scrittura, Tradizione, Magistero. Non so come possano scrivere su quel blog gli altri partecipanti dopo che questo demente scrive queste idiozie?
Anonimo ha detto…
Grazie a questo blog ho potuto capire cosa non mi tornava nelle critiche rivolte al cammino neocatecumenale. Andiamo avanti, per il Signore e nelle chiesa
Osservatorio finito ha detto…
Mi fa piacere di esserti stato utile anche se le critiche del blog osservatorio sono veramente ridicole e stupide e non hanno alcun fondamento.
Osservatorio finito ha detto…
Mi chiedo quanti Papi ci vogliano perché ByTripudio si rassegni al fatto che la lettera di Arinze non vale più?Ormai nemmeno più il Card.Arinze se la ricorda, per ByTripudio e' una ossessione felicissima,la cita in continuazione.Quando se ne fara' una ragione?
Osservatorio finito ha detto…
Ad ogni udienza di un. Papa al Cammino Neocatevumenale assistiamo allo stesso spettacolo dei criticoni ostili.Prima si attaccano alle parole cercando di strumentalizzarle e distorcere,poi tirano fuori tutta la bile che travasa per la rabbia,lanciano insulti,improperi,contumelie.Da decenni sempre lo stesso avvilente penoso spettacolo.Non si vergognano?

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