Profeti del tramonto, fate pace con la realtà!

Da anni, alcuni blog e commentatori annunciano con insistenza la fine del Cammino Neocatecumenale. Lo descrivono come una realtà in declino, una parentesi ecclesiale destinata a chiudersi. Eppure, mentre loro scrivono, i dati ufficiali li smentiscono e infatti il Cammino cammina. E cresce.

Il 4 agosto 2025, 120.000 giovani del Cammino provenienti da 109 Paesi si sono riuniti a Tor Vergata, Roma, per il Giubileo dei Giovani. Un incontro vocazionale che ha visto 5.000 ragazzi e 5.000 ragazze rispondere alla chiamata al sacerdozio e alla vita consacrata. Un evento che ha fatto vibrare la Chiesa.

Le provenienze parlano da sole:

  • 🇮🇹 Italia → 22.000 giovani
  • 🇪🇸 Spagna → 17.000
  • 🇺🇸 Stati Uniti → 11.000
  • 🇺🇦 Ucraina → 500
  • 🇷🇺 Russia, 🇪🇪 Estonia, 🇬🇪 Georgia, 🇰🇿 Kazakhstan → 350
  • 🇮🇱 Terra Santa → 120
  • Oceania → 600
  • Africa → 630 (molti altri impossibilitati dai visti)

Pochi mesi prima, il 31 maggio, Piazza di Spagna è stata invasa da canti, testimonianze e annuncio del Vangelo. Una missione pubblica che ha reso visibile la gioia e la forza del Cammino. Non una realtà chiusa, ma una Chiesa in uscita, come chiede il Vangelo.

All’Auditorium Parco della Musica, l’Orchestra Sinfonica del Cammino ha suonato davanti a un teatro gremito. Il concerto, dedicato alla sofferenza degli innocenti e al sacrificio redentore del Messia, ha mostrato come la bellezza possa diventare strumento di evangelizzazione.

E il Papa Leone XIV ha ricevuto in udienza privata l’Equipe Internazionale del Cammino, riconoscendone la missione evangelizzatrice e il contributo alla Chiesa universale. Un segno chiaro: il Cammino è parte viva della Chiesa.

Il Cammino non insegue i numeri. Non è una gara a chi ha più adesioni. È una via di conversione, una catechesi permanente, una risposta personale alla chiamata di Dio. I numeri possono stupire, ma non sono il cuore del Cammino.

Il cuore è la trasformazione delle persone. Le famiglie aperte alla vita. Le vocazioni sacerdotali. Le comunità che pregano, che si sostengono, che evangelizzano. I missionari itineranti che lasciano tutto per annunciare Cristo.

E poi ci sono le profezie da tastiera. Come quella del 2008, quando un noto commentatore del blog “Osservatorio”, tale ByTripudio, dichiarava con sicurezza che lo Statuto del Cammino non sarebbe mai stato confermato da Papa Benedetto XVI. La fonte? Un comunicato della Conferenza Episcopale Giapponese. Sì, proprio il Giappone: dove il Cammino contava allora una manciata di comunità. Ma evidentemente bastava per decretare la fine mondiale del Cammino. Peccato che, pochi mesi dopo, lo Statuto sia stato approvato definitivamente(18 giugno 2008). Un piccolo incidente di percorso per i "profeti" del tramonto.

E qui sta la differenza: noi non lanciamo profezie da blog. Noi citiamo dati. Fatti concreti. Eventi reali. Vocazioni autentiche. Il Cammino non ha bisogno di retorica: ha frutti.

Tante sciocchezze sono state scritte — e continuano ad essere scritte — sul Cammino Neocatecumenale. Ma mentre si moltiplicano le analisi sul suo presunto fallimento, la realtà parla chiaro: il Cammino è vivo. E lo è in un contesto ecclesiale che, purtroppo, mostra segni evidenti di decadenza.

In una zona che conosco bene, i Padri Cappuccini — l’ordine di San Francesco, di San Leopoldo Mandic, di San Pio da Pietrelcina — hanno abbandonato un convento che era anche parrocchia dopo 150 anni di presenza. Il motivo? Mancanza di vocazioni. E questa non è un’eccezione. È la tendenza generale.

Ma il Cammino Neocatecumenale sfugge a questa tendenza. Sta generando vocazioni al sacerdozio, alla vita religiosa, alla missione. Sta formando famiglie cristiane, aperte alla vita, capaci di educare alla fede. Eppure, i criticoni non vogliono vedere questi frutti. Si ostinano ottusamente a rifiutare ciò che ormai è palese cioè che il Cammino Neocatecumenale è un dono dello Spirito Santo.

A chi dice che è finito, rispondiamo con la gioia. Con la fedeltà. Con la testimonianza silenziosa di migliaia di fratelli che continuano a camminare. Perché il Cammino non è un movimento. È una chiamata. 



Commenti

Osservatorio finito ha detto…
Vi propongo la perla della settimana. Tanto per regalarci un momento di ilarità surreale, vi condivido un commento che ci è arrivato: un capolavoro di delirio verbale condito da offese gratuite e un tono da crociata personale. Roba che nemmeno nei peggiori bar di periferia. È evidente che chi scrive simili sproloqui ha una relazione complicata con la realtà, e probabilmente anche con la grammatica. Ma soprattutto, ci regala uno spaccato impagabile del basso livello intellettuale e culturale di certi detrattori del Cammino Neocatecumenale: volgari, aggressivi, convinti di essere i custodi della vera fede, magari devotissimi alla Messa Tridentina, inginocchiati come statue, e con l’aureola ben lucidata... peccato che sotto ci sia il forcone. E ora, per il vostro intrattenimento, ecco il delirio integrale del nostro affezionato stalker da tastiera, che ci scrive compulsivamente come se fosse in missione divina contro il male incarnato (cioè noi):

“Una cosa sola abbiamo letto perché ci è caduto l'occhio: ‘testimonianza silenziosa dei fratelli del camminoAhahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahaha!!! Non siete testimoni e tantomeno silenziosi…”

E da lì parte un fiume in piena di accuse, insulti, diagnosi spirituali e anatemi teologici, con una tale intensità che Freud si sarebbe ritirato in silenzio. Il nostro critico ci accusa di parlare troppo, di essere molesti, di catechizzare con il ditino alzato (forse ha un trauma da maestra delle elementari?), di spargere “pseudoteologie velenose” e di aver rovinato persino i nostri figli. Il tutto condito da un finale degno di un film trash: “Ipocrita bugiardone e falso come un bidone della spazzatura pittato di vernice dorata”.

Insomma, un commento che meriterebbe un TSO... ma anche un premio per la creatività offensiva. Se non altro, ci ha fatto ridere. E in tempi cupi, anche questo è un servizio alla comunità.
Osservatorio finito ha detto…
Ci è appena giunto un messaggio che è un concentrato di livore, nostalgia ideologica e un pizzico di ossessione personale, servito con la delicatezza di un martello pneumatico. Il nostro "raffinato" interlocutore esordisce con:

“A parte questa cagata di articolo che ovviamente non abbiamo letto…”

Ah, la coerenza! Non lo ha letto, ma lo ha già condannato. Un gesto di rara onestà intellettuale, degno di chi recensisce libri leggendo solo il titolo, e sbagliando pure quello. Poi si lancia in una dissertazione filosofico-psichiatrica sul Cammino Neocatecumenale, accusandolo di essere:

“perverso, morto stramorto e cenere”.

Un’analisi profonda, probabilmente redatta tra un meme su Telegram e una seduta di auto-esorcismo.

E non mancano le perle sociologiche:

“I pronipoti dei primi rivoluzionari vanno al cammino solo perché ci sono stati partoriti dentro…”

Immagine potente. Sembra la trama di una telenovela ambientata in una parrocchia distopica, dove i bambini nascono già con la chitarra in mano e il libretto delle catechesi sotto il cuscino.

Infine, la chiusura in stile tragedia greca:

“La rivoluzione divora sempre i suoi figli.”

Che dire, Marx ringrazia per la citazione, anche se probabilmente si sta rigirando nella tomba chiedendosi cosa c’entri tutto questo con un gruppo di cristiani che canta in cerchio.

In sintesi: un commento che non illumina, non argomenta, ma brilla per la sua capacità di trasformare il rancore in arte performativa. Se ci fosse un premio per il miglior monologo da tastiera, questo sarebbe da Oscar.

Anche questo da TSO

Anonimo ha detto…
Ottimo articolo, grazie. Che dire? Di post sulle catastrofi imminenti che attendono il cammino ne leggo anch'io tantissimi. Sono anni che lo danno per spacciato, ma più parlano e più il cammino Neocatecumenale cresce. Quest'anno, in parrocchia da noi, in occasione dei riti della GMG e dell'incontro vocazionale, abbiamo accolto un centinaio di giovani provenienti da paesi lontanissimi e che hanno portato una tale gioia che difficilmente dimenticheremo. Abbiamo fatto una bellissima esperienza di Chiesa cattolica, con la celebrazione Eucaristica in tre lingue, ma un solo cuore. Gli uccelli del malaugurio lasciamoli parlare, io personalmente più li sento e più ringrazio Dio di avermi donato il cammino.
Fallacio Asino Vinicio
Osservatorio finito ha detto…
Sapendo che ByTripudio mi legge benissimo scrivo quanto segue:

le tue affermazioni sono il frutto di una visione ideologica, distorta e teologicamente superficiale. Non solo ignorano il Magistero della Chiesa, ma alimentano una cultura della polemica che avvelena il dibattito ecclesiale. Chi diffonde questo tipo di retorica non contribuisce alla purificazione della Chiesa, ma alla sua frammentazione. Il Concilio Vaticano II è stato un evento di grazia, non un errore da estirpare. Benedetto XVI lo ha chiarito senza ambiguità:

“Il Concilio Vaticano II ha voluto rinnovare la Chiesa nella continuità della sua unica soggettività storica.” (Discorso alla Curia Romana, 2005)

Negarlo significa porsi fuori dalla Tradizione cattolica. Chi lo attacca sistematicamente non difende la fede: la strumentalizza. Le vocazioni che tu disprezzi come “farlocche” sono frutto dello Spirito Santo. Il tuo giudizio sprezzante verso intere generazioni di sacerdoti e missionari è teologicamente arrogante e spiritualmente sterile. San Giovanni Paolo II lo ha detto chiaramente:

“La vocazione è un dono della grazia divina e non il risultato di una pianificazione umana.” (Pastores Dabo Vobis, n. 35)

La tua retorica non costruisce, divide. Non illumina, confonde. Non evangelizza, polarizza. E questo è il vero problema: non il Concilio, ma l’atteggiamento di chi lo rifiuta e semina sospetto, disprezzo e ostilità nella Chiesa. La Chiesa ha bisogno di conversione, non di crociate ideologiche. Ha bisogno di verità, non di slogan. Ha bisogno di unità, non di voci che si ergono come giudici e si pongono al di sopra del Magistero. Il tuo modo di parlare non è profezia: è veleno. E chi lo diffonde, consapevolmente o meno, si rende complice di una deriva che indebolisce la comunione ecclesiale e ostacola l’opera dello Spirito.
Osservatorio finito ha detto…
@ByTripudio

Spero vivamente che tu stia fuori dalla Chiesa, che non abbia incarichi ecclesiali, che tu non sia un prete. Perchè persone che si esprimono con il tuo disprezzo debbono essere emarginate.

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