Ho seguito con interesse uno dei video di Don Curzio Nitoglia, presbitero noto nel mondo tradizionalista, dedicato alla riforma liturgica del Concilio Vaticano II. Pur apprezzandone la coerenza e la passione, sento il bisogno di proporre una riflessione alternativa, basata su documenti ufficiali, fonti patristiche e teologiche, oltre che sulla storia viva della Chiesa, poiché alcune sue considerazioni mi sembrano parzialmente inesatte e scorrette. Il mio scopo non è creare polemiche, ma promuovere un confronto serio e rispettoso, in grado di cogliere la complessità del tema e la ricchezza delle prospettive che hanno contribuito allo sviluppo della liturgia. Partendo da una delle espressioni centrali di Don Curzio, “ lex orandi, lex credendi” , è importante riconoscerne la verità, ma anche i suoi limiti. Il modo di pregare può certamente influenzare la fede, ma non la determina in modo esclusivo né meccanico. La Chiesa, nella sua cattolicità, ha sempre accolto una pluralità di riti: ro...
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Ieri sera sono andato alla veglia di Natale nella parrocchia vicino casa mia, dove frequentavo il Cammino Neocatecumenale. Entrando in chiesa ho incrociato, faccia a faccia, due ex fratelli che stavano uscendo e, non dopo uno, non dopo due, ma dopo ben tre saluti ripetuti da parte mia a voce piuttosto alta, così che fosse impossibile non sentirmi, ho ottenuto dai due un timido "ciao" ricambiato.
Riflessione
Mi chiedo perché questa persona definisca i membri della sua ex comunità “ex fratelli”. Perché “ex fratelli”? I cristiani cattolici restano fratelli tra loro a prescindere dall’appartenenza al Cammino Neocatecumenale: condividono il battesimo, l’appartenenza alla Chiesa e a Cristo. Per questo, semmai, avrebbe dovuto definirli semplicemente “fratelli”, non “ex fratelli”.
Inoltre, è comprensibile che alcuni di loro possano mostrarsi freddi nei suoi confronti se sono venuti a sapere che interviene su blog dove parla di loro in modo denigratorio. È naturale che questo generi distanza: non si può pretendere calore da chi si sente messo in cattiva luce.Inoltre per tutta risposta alla loro freddezza lui ha subito rincarato la dose disprezzandoli su un blog diffamatore e illegale.
Il Commentatore aggiunge:
"La funzione eucaristica era poi piena di appartenenti al cammino, tutti seduti vicini tra loro, come a voler far vedere al resto dei parrocchiani il loro numero (sono circa 50 persone su una parrocchia di circa 4000 anime, lo 0,0125% ma con il parroco RM): a prescindere dal fatto che nonostante i miei sorrisi e sguardi per scambiarci degli auguri di Buon Natale non siano stati minimamente ricambiati e calcolati, mentre chinavano il capo alla consacrazione e si scambiavano la pace con baci e abbracci non ho potuto pensare all'ipocrisia di questi gesti, come una Devozione estremamente sterile e fine a sè stessa, che poi non si traduce in carità o, banalmente, in spirito cristiano. Un po' li compatisco però: sono persone che temono l'uscita dal branco e che quindi, davanti a chi per carattere o per razionalità fa spallucce davanti a decima e dettami vari, vedono aprirsi uno spiraglio di libertà che li acceca e che li spaventa.
Riflessione
Ma sul blog Osservatorio non sostenevano che il Cammino Neocatecumenale fosse in declino e che le comunità fossero ormai poche? Questo commentatore, invece, li smentisce apertamente: conferma esattamente ciò che avevamo detto tempo fa, cioè che il Cammino continua a essere in espansione. In un centro di 400 persone, ben 50 appartengono al Cammino Neocatecumenale. Dunque i dati che avevamo pubblicato erano corretti. Successivamente, però, questo stesso commentatore si mette a giudicare e condannare in modo gratuito il comportamento dei membri del Cammino della sua parrocchia, pretendendo addirittura di valutarne la fede e la carità. Eppure, da come parla dei Neocatecumeni con cui ha camminato, non traspare né carità né misericordia. Anzi, il tono con cui li descrive sembra contraddire proprio ciò che rimprovera agli altri. È difficile non vedere in questo atteggiamento una certa incoerenza, se non un vero e proprio segno di ipocrisia.
Continua
"Un po' li compatisco però: sono persone che temono l'uscita dal branco e che quindi, davanti a chi per carattere o per razionalità fa spallucce davanti a decima e dettami vari, vedono aprirsi uno spiraglio di libertà che li acceca e che li spaventa. Per quella che è la mia esperienza questo è il giudizio (ed uso deliberatamente questa parola) su tutto il Cammino. Per concludere, ci tengo a specificare che il mio problema non sono 50 povere persone che idolatrano un vecchio che non mi salutano: io ho una vita che va avanti e che grazie a Dio ho potuto ricostruire dopo l'esperienza Neocat. Se dalla mattina alla sera gridi "ILSIGNOREHMIHASALVATOH" e poi non saluti un fratello, non di comunità, ma di cristianità, per strada, a Natale, la contraddizione emerge in maniera chiara ma sono problemi tuoi e della tua anima. E sei, banalmente, un maleducato".
Riflessione
Il discorso di questo commentatore è pieno di disprezzo, di livore e poi si permette anche di voler dare lezioni di carità e di fede agli appartenenti al Cammino Neocatecumenale? Apostrofa gli appartenenti al Cammino come spaventati dalla sua fuoriuscita ma sembra più una proiezione della sua fantasia che la realtà.Li descrive in modo caricaturale, poi si meraviglia che non lo salutano?Come tutti coloro che scrivono sul blog "Osservatorio" è contraddittorio mi chiedo e gli chiedo ma se è così felice di essere uscito dal Cammino Neocatecumenale perchè ha tanto rancore nei confronti di chi invece si trova bene e continua?Se è felice e relaizzato perchè perde tempo su un blog a sparlare di una realtà e di persone dei quali non fa più parte?Sembrerebbe che invece è invidioso, Perchè non volta pagina invece di restare ancora ancorato a questa realtà dalla quale ha voluto uscire?E? lo ripeto contraddittorio.Mi sembra pieno di frustrazione e di rancore, conosco diverse persone che hanno lasciato il Cammino tranquullamente e sono rimasti in buoni rapporti con la ex comunità.Non hanno avuto alcuna esigenza di sparlare su un blog.
Il Commentatore aggiunge:
"Il mio problema è l'avallo della gerarchia cattolica a questo schifo, predicando da un lato severi ammonimenti dottrinali e spirituali per i fedeli, richiamando alla dottrina e al vangelo, e dall'altro tollerando ed incitando storture interne benedicendone pure i frutti (marci)".
Riflessione
Dopo aver denigrato la sua ex Comunità Neocatecumenale, questo commentatore arriva a prendersela persino con la gerarchia della Chiesa Cattolica, accusandola di non assecondare la sua personale sete di rivalsa contro il Cammino. È un modo di ragionare distorto, come se la Chiesa dovesse trasformarsi in un tribunale incaricato di risolvere le sue conflittualità private. Il quadro che emerge è quello di una persona profondamente frustrata, carica di risentimento, che utilizza quel blog come sfogo per il proprio malcontento. Un atteggiamento che appare immaturo e poco costruttivo. A questo punto, il consiglio più logico per Samuel Becket è semplice: voltare pagina. Se davvero è così felice e realizzato fuori dal Cammino, come afferma, allora sarebbe più coerente dedicarsi alla propria vita invece di restare ancorato a ciò che dice di aver lasciato.