Quando Ruini rimise ordine nella polemica Zoffoli

Ieri, 16 giugno 2026, si è spento il Cardinale Camillo Ruini, una delle figure più autorevoli della Chiesa italiana degli ultimi decenni. La sua lunga guida della CEI ha rappresentato un punto di riferimento per equilibrio dottrinale, senso delle istituzioni e capacità di custodire l’unità ecclesiale anche nelle situazioni più delicate. Tra gli episodi che meglio illustrano il suo stile di governo vi è il confronto con padre Enrico Zoffoli, passionista e teologo noto per le sue critiche particolarmente severe al Cammino Neocatecumenale.

Tra il 1993 e il 1995 padre Zoffoli pubblicò una serie di opere nelle quali accusava il Cammino di deviazioni dottrinali, arrivando a coinvolgere indirettamente anche il Santo Padre. Le sue analisi, inizialmente di carattere teologico, assunsero progressivamente un tono sempre più pubblico e personale, con il rischio concreto di alimentare confusione e tensioni nella comunità ecclesiale. In quel contesto, Ruini — allora Vicario del Papa per la diocesi di Roma — ritenne necessario intervenire per ristabilire il corretto ordine ecclesiale. Non si trattò di un gesto punitivo, ma di un richiamo formale volto a ricordare che la valutazione dottrinale dei movimenti ecclesiali spetta alla Congregazione per la Dottrina della Fede, non a singoli teologi.

L’intervento assunse la forma di una lettera ufficiale, datata 8 aprile 1995, che rimane uno dei documenti più chiari del suo stile: fermo, rispettoso, istituzionale. Ecco il testo integrale:


RISPOSTA DEL CARD. CAMILLO RUINI, VICARIO DI S.S.
Vicariato di Roma – Prot. N. 385/95
Roma, 8 aprile 95

Reverendo Padre,

in riferimento alla Sua lettera del 23 marzo 1995, che accompagnava l'opuscolo da Lei pubblicato "Catechesi neocatecumenale e ortodossia del Papa", sono a precisarLe quanto segue. Sono al corrente che la predetta catechesi è stata esaminata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede. Ritengo che la Congregazione stessa darà una risposta alla Sua lettera.

Per parte mia devo invitarLa fermamente a non sostituirsi agli Organi competenti e a non emettere, sia pure con buone intenzioni, giudizi personali e prematuri su temi che riguardano l'ortodossia di realtà ecclesiali, o addirittura del Santo Padre.

Abbia i migliori saluti, con la benedizione del Signore e con un vivo augurio per la Santa Pasqua.

Devotissimo
Camillo Card. Ruini, Vicario Generale


Padre Zoffoli replicò con una lettera dai toni risentiti, nella quale ribadiva le sue posizioni e contestava l’intervento di Ruini. La risposta non fu resa pubblica, ma circolò in ambienti ecclesiali e accademici. Il Cardinale Ruini, tuttavia, scelse di non proseguire la polemica: mantenne un atteggiamento di sobrietà istituzionale, evitando di trasformare un richiamo pastorale in una disputa personale o di dare ulteriore visibilità a una controversia già accesa. Lasciò che la questione seguisse il suo corso nelle sedi competenti, come aveva indicato nella lettera.

La vicenda si chiuse senza ulteriori interventi pubblici. La Santa Sede proseguì il suo lavoro di discernimento sul Cammino Neocatecumenale, mentre la polemica si spense progressivamente. Questo episodio, pur circoscritto, mostra con chiarezza il tratto distintivo del Cardinale Ruini: una guida salda, rispettosa delle persone ma attenta a preservare l’unità della Chiesa e la corretta procedura ecclesiale. Nel giorno della sua scomparsa, il suo ricordo si lega a queste qualità: fermezza, misura, senso della Chiesa, responsabilità nel governo.



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