Lo stato di bisogno come alibi: la farsa dei blog pro-FSSPX

Da anni una certa galassia di blog tradizionalisti tenta di riscrivere la storia della FSSPX, negando che si tratti di una realtà scismatica. Tra questi spiccano Chiesa e Post Concilio, che ha trasformato la difesa della Fraternità in una missione ideologica. La strategia più recente consiste nel brandire lo “stato di bisogno” come giustificazione universale: secondo loro, la Fraternità sarebbe costretta a vivere fuori dalla comunione con Roma perché la Chiesa sarebbe “in crisi”, “confusa”, “malata”. Una narrazione che non ha alcun fondamento canonico e che rivela più la volontà di autoassolversi che di difendere la Tradizione.

Lo “stato di bisogno” viene ripetuto come un mantra, ma la Chiesa non ha mai riconosciuto una situazione tale da giustificare atti scismatici. Non esiste nella dottrina cattolica un principio che autorizzi un gruppo a consacrare vescovi senza mandato pontificio, rifiutare il Magistero, giudicare il Papa e costruire una struttura ecclesiale parallela. Eppure questi blog pretendono di difendere la Tradizione ignorando proprio ciò che la Tradizione insegna: la comunione con il Papa non è negoziabile, non è un optional, non è soggetta a interpretazioni personali.

Il risultato è grottesco. Per sostenere la loro tesi, blog come Chiesa e Post Concilio pubblicano spiegazioni improbabili di sacerdoti scomunicati, sospesi a divinis o comunque emarginati dalla vita ecclesiale. Figure che non hanno alcun ruolo nel Magistero, nessuna responsabilità pastorale, nessuna credibilità istituzionale. Eppure vengono presentati come “esperti”, “teologi”, “voci profetiche”. Una scelta che li rende inevitabilmente ridicoli: per difendere la FSSPX devono ricorrere a chi, per motivi diversi, è già fuori dalla comunione ecclesiale o ai margini di essa.

La retorica del bisogno è anche un modo per evitare la realtà: la FSSPX non è “costretta” da nessuno. È una scelta deliberata, portata avanti da decenni, con una propria ecclesiologia e una propria agenda. Quando qualcuno lo fa notare, come il cardinale Müller che ha paragonato la dinamica lefebvriana a quella luterana, gli stessi blog che lo osannavano fino al giorno prima lo attaccano. Una volubilità che rivela incoerenza e totale inattendibilità.

Il mondo tradizionalista più radicale vive di slogan, non di dottrina. Prima esalta un cardinale, poi lo distrugge. Prima dice che la FSSPX è “l’unica vera Chiesa”, poi che “non è scismatica”, poi che “è scismatica ma per colpa della Chiesa”. Una girandola di posizioni che nulla ha di cristiano e molto di ideologico.

La verità è semplice: la FSSPX ha scelto la strada dello scisma. La Chiesa ha fatto bene a scomunicarla. E oggi fa bene a non farsi ricattare da chi pretende di “salvarla” mentre la attacca. I blog che negano l’evidenza non difendono la Tradizione: difendono solo la propria ideologia, e nel farlo si affidano a voci marginali che li rendono ancora meno credibili.



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