Il blog Osservatorio sul Cammino Neocatecumenale secondo verità non esiste più: e l’Anonimo non l’ha ancora capito

Lo scorso 18 luglio 2026 un anonimo ha pubblicato sul blog Osservatorio sul Cammino Neocatecumenale secondo verità il seguente commento: “Tripudio smettila di parlare sempre di lefebvriani e messe in latino…”. Il giorno successivo lo stesso anonimo ha rincarato la dose chiedendo: “Che fine hanno fatto i commentatori del blog di anni fa? Valentina, Mac ecc…”. Per quanto si possa discutere l’opera di ByTripudio, ancora più fuori fuoco risultano i commenti di questo anonimo, che evidentemente non ha capito la lezione di quindici anni buttati via.

Il primo errore dell’Anonimo è non riconoscere l’ovvio: quel blog è diventato inutile, una perdita di tempo, un contenitore vuoto che non produce più nulla. Il secondo errore è la sua speranza irrazionale che Tripudio “torni a parlare del Cammino” e che da quel blog possa uscire qualcosa di utile. È una speranza infantile, perché ignora la realtà: quindici anni di attacchi non hanno scalfito minimamente il Cammino Neocatecumenale. Se non è successo in quindici anni, non succederà certo adesso.

È evidente che l’Osservatorio ha cambiato completamente bersaglio. Da mesi Tripudio non tratta più il Cammino, le sue dinamiche, le sue prassi, le sue presunte deviazioni. Il blog è diventato un monologo ossessivo su lefebvriani, Messe in latino, Concilio Vaticano II e battaglie ideologiche che nulla hanno a che vedere con l’obiettivo dichiarato del blog. Il commento dell’Anonimo fotografa la situazione, ma non la comprende: il blog non è più un osservatorio sul Cammino, è un diario personale di Tripudio.

La verità che nessuno nel blog ha il coraggio di pronunciare è semplice: Tripudio ha cambiato bersaglio perché ha capito che quindici anni di attacchi al Cammino Neocatecumenale non hanno prodotto nulla. Il Cammino non è stato abolito, non è stato condannato, non è stato dichiarato eretico. È stato approvato, corretto quando necessario e sostenuto dai Papi. Dopo quindici anni di post, articoli, commenti e “inchieste”, il risultato è stato zero assoluto. E quando un autore capisce che la sua guerra non produce effetti, cambia fronte. Tripudio ha scelto il tradizionalismo: un terreno dove può ricominciare da capo e sentirsi di nuovo “combattente”.

Quindici anni di blog sono stati buttati via. Non hanno convinto i fedeli, i catechisti, i parroci, i vescovi, il Magistero. Non hanno prodotto alcun cambiamento reale. Non hanno scalfito la struttura del Cammino. Non hanno influenzato nessuna decisione ecclesiale. Il blog è stato un enorme sforzo senza alcun impatto. Per non ammettere il fallimento, Tripudio ha trovato un nuovo nemico: la Messa post-conciliare, il Concilio Vaticano II. È un mondo dove può ricostruire un ruolo, sentirsi “difensore della vera fede”, evitare di affrontare la domanda che brucia: perché quindici anni non hanno prodotto nulla?

Il commento dell’Anonimo lo dice chiaramente senza rendersene conto: Tripudio si autorisponde. Il blog è diventato un monologo autoreferenziale, dove ogni post è una variazione dello stesso tema e ogni critica viene reinterpretata come conferma della tesi iniziale. L’Anonimo, sperando ancora di ricavarne qualcosa, non ha capito nemmeno questo.

E allora la domanda è inevitabile: perché Tripudio continua? La risposta più onesta è che il blog non nasce per informare. Nasce per confermare una ferita. E quando una ferita diventa identità, guarire diventa una minaccia. Il blog non parla più del Cammino. Parla di sé stesso.

Perché ByTripudio non segue il consiglio che gli è stato dato molte volte in questi anni? Chiuda il blog: aiuterebbe tanta gente a ritrovare un rapporto equilibrato con la fede e con la Chiesa.




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